lunedì 3 aprile 2017

ORTOTECA, la fioriera che non ti aspetti!

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il progetto presenta il progetto “Ortoteca” di Interno99.

Piergiorgio Del Ben e Sara Moretto sono due designer friulani, classe 1990; uniti in un comune progettare, da una reciproca contaminazione di idee, che ha dato origine allo studio “Interno99”.
I due designer Piergiorgio Del Ben e Sara Moretto
 L’iter progettuale del duo, comprende l’esplorazione di forme che si approcciano al mondo dell’arte e del design. Piergiorgio, sviluppa una poetica progettuale basata sull’indagine della personalità individuale, legata alla sfera artistica e di grande forza espressiva; Sara, radica il suo approccio progettuale con linguaggio ironico, unendo diverse discipline tra loro.
Provate ad immaginare una bella fioriera da parete di design! Non ci riuscite? Forse, perché pochi designer ed aziende hanno affrontato questo oggetto, o perlomeno non con un risultato, come quello ottenuto da Sara e Piergiorgio con “Ortoteca”.
Ortoteca, design by Interno99

“L’idea” ci raccontano i giovani designer, “nasce da un episodio quotidiano all’interno della nostra cucina: date le dimensioni ridotte del piano di lavoro, la possibilità di tenere un vaso con piante aromatiche, risultava impossibile; inoltre non trovavamo un appiglio valido e pratico nel quale appoggiare il canovaccio; la creazione del  prodotto iniziò così, coniugando le nostre prime esigenze ad un’approfondita ricerca progettuale.”
Realizzato in Italia, Ortoteca fa parte della linea autoprodotta di Interno99 e si distingue per eleganza e raffinatezza. Il moderno vaso, dialoga con gli ambienti della casa trasformandosi in una sede ideale per composizioni floreali e piccole piante da terra, oltre che essere un valido appendino.
Ortoteca dei designer Piergiorgio Del Ben e Sara Moretto - Interno99

Non solo “oggetto da cucina” quindi, ma elemento facilmente posizionabile, anche nella zona d’ingresso o nel living, regalando un tocco di verde all’ambiente e fornendo una preziosa funzione aggiuntiva.
Come ogni autoproduzione Made in Italy che si rispetti, Ortoteca utilizza in chiave moderna materiali nobili, quali il metallo verniciato a polvere e la ceramica smaltata.
interno99@hotmail.it

giovedì 9 marzo 2017

ANIMAZE: lo zoo è qui!

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il progetto “Animaze” della designer Ekaterina Shchetina.
La designer Ekaterina Shchetina

Ekaterina Shchetina nasce a Krasnodar, nel sud della Russia. Si trasferisce quindi a Milano, dove completa gli studi ed inizia a lavorare nel campo dell’interior design. Nel 2012 fonda con il collega Libero Rutilo, lo studio di progettazione “Designlibero”.
Ekaterina non rimane indifferente al fascino del design italiano; la linea di arredi “Animaze” prende infatti ispirazione dallo storico progetto “16 animali” di Enzo Mari, che oltre ad implementare un aspetto didattico, mette in gioco una serie di interessanti meccanismi d’interazione fra bambino ed oggetto.
La collezione di arredi Animaze, design by Ekaterina Shchetina

Animaze è un sistema d’arredo dinamico, che coinvolge i bambini in prima persona spingendoli ad interagire in modo spontaneo e ludico. A differenza dei classici mobili, che dopo essere stati montati, rimangono nella stessa configurazione iniziale, per tutto il tempo; animaze fa leva su di un concetto diametralmente opposto, proponendo una facile riconfigurazione, tramite composizioni trasformabili, sia nella “scenografia” che nell’utilizzo.
Due delle creature "Animaze" ideate dalla designer Ekaterina Shchetina

Il sistema ideato dalla giovane designer, si compone di sagome e forme colorate, tutte legate al mondo degli animali, tanto caro ed onnipresente nell’immaginario dei bambini. Questi pezzi si possono utilizzare fra di loro in diverse combinazioni, verticali ed orizzontali; ma anche singolarmente, risultano essere oggetti di alto design: belli e fruibili.
Animaze - Design by Ekaterina Shchetina
Gli animali si trasformano in cavallucci a dondolo, sedie, librerie, scrivanie, tavolini, pouf o semplici contenitori. Animaze è un progetto “multiuso” che va oltre al semplice arredo, stimola la creatività e spinge a sviluppare storie, legami ed emozioni, ogni volta sempre nuovi.
Uno degli "Animaze" in legno curvato e tessuto tecnico
Gli arredi animaze sono un capolavoro d’artigianato italiano, realizzati a mano con perizia sartoriale: le sagome esterne sono in legno massello curvato, mentre i pouf in morbido schiumato espanso, rivestito da resistente tessuto tecnico. info@designlibero.com

domenica 5 febbraio 2017

Bonsai

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta "Bonsai" di Isato Prugger.

La parola "Bon-sai" è un termine giapponese che letteralmente significa “Piantato in una coppa” (Bon - vassoio o coppa e Sai - pianta o albero). Il bonsai è strettamente legato al concetto di vita; così come gli alberi e tutti gli elementi in natura si modificano, mutando di giorno in giorno, il bonsai simboleggia il costante cambiamento ed evoluzione del destino, durante il corso dell’esistenza.
Il giovane designer Isato Prugger, un globetrotter, cresciuto in un ambiente multiculturale e laureato al Politecnico di Milano, ha saputo abilmente trasdurre un forte concetto intellettuale in un ottimo oggetto di design.
Il designer Isato Prugger ed il suo "Bonsai"

Questo “Bonsai”, nasce come candeliere, per accogliere un set di candele disegnate sull’archetipo classico di “forma vegetale”; queste si innestano su una base, ispirata alle linee eleganti e delicate dello stile orientale.
Ovviamente l’oggetto non si ferma a questo, è progettato per una seconda vita, mutevole e volutamente non specificata, in modo da adattarsi alle esigenze del possessore: può infatti divenire svuotatasche, centrotavola, organiser per scrivania o vaso portafiori. Non solo un semplice porta candele quindi, ma un oggetto tanto semplice quanto dinamico.
Bonsai è disponibile in diverse colorazioni “in pasta” (non banalmente verniciato) fra le quali anche la “versione urushi” il rosso e nero, tipici della lacca tradizionale giapponese, con diverse sfumature, mai uguali l’una all’altra.
Bonsai - Design: Isato Prugger

Gli aspetti più interessanti, fra quelli riscontrabili nei giovani designer, oltre la proverbiale freschezza di idee; sono la ricerca e l’utilizzo di nuovi materiali e processi produttivi, o la rivisitazione di altri, antichi e dimenticati. Isato Prugger, ha infatti scelto di utilizzare una spettacolare bakelite, caricata all’ 80% con polvere a base di legno o noccioli di oliva. L’eleganza della bakelite, antica plastica sintetizzata nel 1907, è tutt’oggi ineguagliabile; la finitura superficiale lucida ed i grandi spessori, conferiscono inoltre all’oggetto, un peso e look&feel ceramico.

lunedì 9 gennaio 2017

GUARD, la lampada che tutti vorrebbero trovare sotto l’albero.

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta la designer Victoria Bocconi Azadinho ed il suo ultimo progetto.

Camminando per le strade di Londra si è investiti da milioni di luci e di suoni. Si incontrano persone provenienti da ogni angolo del pianeta, tradizione e modernità si fondono creando un'atmosfera del tutto unica ed inimitabile. Fra le molte icone di questa città, le leggendarie Guardie della Regina di Buckingham Palace: colbacco di pelo, mentoniera e giacca rossa. A loro si ispira la lampada da tavolo “Guard”.
La lampada GUARD della designer Victoria Bocconi Azadinho

Piccola e versatile, Guard vi terrà compagnia in ogni situazione, sul comodino di un bambino, sulla scrivania di un’adulto; saprà vivacizzare anche il vostro salotto con un tocco di stile. Nella versione con batteria ricaricabile, si trasforma in una simpatica lanterna; la mentoniera dorata diviene così un manico per poterla portare sempre con sè.
Il packaging riproduce fedelmente le guardiole londinesi, rendendola una splendida (in tutti i sensi) idea regalo.
La lampada Guard, nelle due versioni e nella configurazione "lanterna"

Dietro a questo progetto una giovanissima designer italo-brasiliana, Victoria Azadinho Bocconi. Nata a San Paolo, si trasferisce in Italia dove si laurea in Disegno industriale, parte poi alla volta della Spagna; a Valencia, ottiene un ulteriore Master. Tornata in Italia, si “forgia” sul campo, collaborando con diversi studi e designers affermati. Il suo talento è riconosciuto a livello internazionale, si distingue vincendo numerosi contest ed espone in importanti manifestazioni, anche all’estero.
La designer Victoria Bocconi Azadinho
I lavori di Victoria prendono sempre ispirazione dai suoi viaggi e dalle culture che incontra, ma…perché Guard? Ce lo spiega direttamente lei: “Dopo essere stata a Londra per la prima volta lo scorso autunno, ho avuto la sensazione di essere in un luogo dove le cose accadono davvero, dove la crisi non arriverà mai e la meritocrazia esiste. Alla fine sono rimasta in Italia, secondo me ancora uno dei migliori posti dove fare design. Ho voluto però portare come me tutte le sensazioni positive di quella città e renderle omaggio come meglio potevo.”
E secondo me ci è riuscita in pieno!

giovedì 1 dicembre 2016

Desert light, arredare con la stampa 3D

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta Serena Fanara.

Serena Fanara è una giovane designer ed architetto milanese, paladina della “Maker Economy”, un concetto secondo il quale, tutto ciò che un creativo pensa, può essere autoprodotto e commercializzato.
Serana Fanara ed una lampada della serie "Desert Light"

Se ne parla ormai da tempo, ma il termine “Maker” non è ancora ben chiaro a tutti, l'unico dizionario italiano che lo riporta, dice solo: «fabbricante, artefice». Ma di cosa esattamente? Chi sono e cosa fanno?
Sostanzialmente si tratta di persone che hanno delle idee e si prodigano per progettarle e realizzarle concretamente. La loro caratteristica peculiare è la padronanza delle nuove tecnologie di progettazione digitale, di prototipazione rapida, nonchè di comunicazione e condivisione web.
Lampada "Desert Ligth" in PLA stampato in 3D

I designer del XXI secolo, a differenza dei loro predecessori non sono solamente “intellettuali della forma” che affidano alla carta le loro idee, lasciando il “lavoro sporco” ad ingegneri, modellisti e stampisti. I designer di oggi sono spesso maker: pensano, progettano, fanno tanta ricerca di mercato, di fattibilità e funzionalità, modellano in 3D e creano, in prima persona, prototipi che sono già oggetti finiti.
Lampada multicolore stampata in 3D by Serena Fanara

Le lampade Desert Light di Serena, ne sono un fulgido esempio, solidi bozzoli colorati, cangianti come seta e leggeri come una piuma. La capsule collection, dalle forme molto organiche e costruite, comprende diversi modelli, ma ogni lampada è comunque un pezzo unico, firmato e numerato.
Una volta accese, l’effetto setificato lascia il posto ad una morbida luce d’atmosfera; ritmata dai volumi e dal succedersi delle fasce cromatiche, nelle versioni multicolore.
Le lampade SeFa al buio si accendono di vivaci colori

Nuovi materiali e nuove tecnologie, per questi oggetti che fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile realizzare; prodotti tramite stampa 3D a filamento, con l’utilizzo di una bioplastica di origine vegetale, il PLA. Oltre che belle, le creazioni marchiate SeFa, risultano innovative sotto ogni punto di vista, compresa la sostenibilità; basti pensare che sono addirittura compostabili e biodegradabili.

lunedì 28 novembre 2016

DesignCircus X-Mas Edition 2016 - REVIEW

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, a Milano per raccontarci l'edizione natalizia dell'ormai noto DesignCircus.

Avevo già sentito parlare di DesignCircus, iniziativa attiva dal 2014, con ben sette edizioni alle spalle, ma non avevo ancora avuto modo di conoscerla, fino a sabato scorso.
DesignCircus è un evento patrocinato dal Comune di Milano, dedicato alla migliore autoproduzione italiana, che per l’edizione natalizia “X-Mas edition”, il 26 e 27 Novembre, ha scelto uno dei luoghi più popolari della movida milanese: Corso Como, con la vincente formula di “apertura speciale” fino alle ore 24:00, nella giornata di sabato.
DesignCircus X-Mas Edition
Location, l’Atelier Corso Como 5 (Atelier Abc Mannequins), adiacente al cui ingresso, l’organizzazione ha pensato bene di collocare un paio di Street Food Gourmet, per accontentare anche i palati più esigenti.
Lo spazio molto luminoso, non grandissimo ma accogliente, senz’altro ottimale per fruire comodamente delle 21 realtà creative in mostra.
Scatti rubati dall'evento DesignCircus
Mi sarei in verità aspettato unicamente pezzi di design autoprodotto, invece ho trovato anche opere d’arte, quadri, sculture, gioielli, cornici e numerosi pezzi unici, non c’è stato quindi da annoiarsi; a parte un paio di collezioni…dallo stile tristemente scontato e pacchiano ho trovato tutto il resto molto interessante, un’ottima selezione di pezzi.
DesignCircus X-Mas Edition presso l'Atelier Corso Como 5 a Milano
Fra gli espositori, il noto spazio TID, che come consuetudine sfoggia tutti i suoi oggetti “cavalli di battaglia” ma non manca mai di regalare qualche stuzzicante novità; Bigdesign di Luca Bignardi, del quale ho potuto finalmente apprezzare dal vivo, gli interessanti pezzi; l’amica Serena Fanara con le sue lampade “3d printed” della linea SeFa; bellissimi e fortemente espressivi anche i Robots dell’artista Simone Guazzetti, che risvegliavano la fantasia e strappavano un sorriso ad ogni visitatore, così come le “stoviglie storyteller” e gli oggetti di Emanuela Sala. Altissima qualità ed ottime idee, per gli oggetti in vetro di Glass MaDe, il grande centrotavola, in vetro effetto pluriball, mi ha fatto impazzire!
Le lampade Bigdesign / I Robots di Simone Guazzetti / Le opere di Glass MaDe
Rivelazione nel campo dei giovani designer autoproduttori, è stato per me INTERNO 99 di Piergiorgio Del Ben e Sara Moretto, che si sono limitati ad esporre pochi oggetti, ma di alto contenuto, sia estetico che materiale. La loro lampada Lightshadow è semplice, ben rifinita e funzionale, a dir poco impeccabile; anche il vaso a parete Ortoteca non è da meno, metallo e ceramica per un oggetto dalla doppia identità: contenitore di piante ed appendino declinabile per abiti o asciugamani.
INTERNO 99 di Piergiorgio Del Ben e Sara Moretto
A DesignCircus anche due Art Director prestati al mondo del design e dell’arte, si tratta di Daniele Cima, con le sue sgargianti e caleidoscopiche cornici dipinte a mano e Francesca Schiavoni, che ha proposto suggestive inclusioni in resina e metacrilato, ognuna con una sua storia da raccontare. Curiosi anche gli oggetti dell’architetto Rosa Vetrano, che con le sue “lampade medusa” ha da subito catturato la mia attenzione.
Il catalogo dell'evento DesignCircus X-Mas Edition 2016
Che dire dell’organizzazione? Voto 10 a Stefano Epis e Laura Alberti, che hanno organizzato un evento curato nei minimi dettagli, dato ampia visibilità mediatica soprattutto ai designer e fornito anche un bel catalogo cartaceo della mostra-mercato, disponibile oltretutto in digitale dall’app gratuita DesignCircus.

martedì 1 novembre 2016

Baby Tron, la seggiola prêt à porter

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il progetto “Baby Tron”.

La Lombardia è senz’ombra di dubbio la capitale del design italiano, con oltre 6.200 imprese nel campo della produzione di mobili; risulta addirittura la prima regione in Europa, a dispetto della crisi.
Il progetto BABY TRON alla fiera HOMI di Milano.

Giulia Kron Morelli è uno dei 40 talenti lombardi under 35, selezionati nel 2016 per l’iniziativa “Design Competition Creatività³”. Il progetto, di Regione Lombardia con ADI Associazione per il Disegno Industriale e Fiera Milano, ha portato una frizzante ventata di creatività, all’HOMI di Settembre, la grande fiera dedicata alla persona ed agli stili di vita, recentemente conclusasi a Rho.
A ricordarci che il design del futuro è giovane, c’è Giulia con la sua poltroncina componibile Baby Tron, un oggetto in legno a misura di bambino: divertente, colorato, facilmente smontabile e trasportabile.
La seggiola Baby Tron della designer Giulia Kron Morelli

La robusta seggiola è in verità molto di più, si tratta di quattro oggetti in uno; una volta montata, può contenere ben due sgabelli ed un pratico cubo portaoggetti, sfilabili dalla seduta.
Ogni bimbo è unico e speciale, per questo motivo, sullo schienale è previsto uno spazio personalizzabile, nel quale si inserisce un “cammeo” a rilievo, realizzato con le tecnologie della stampa 3D e del taglio laser, tecniche che Giulia ha potuto affinare presso il FabLab di Brescia, del quale è co-fondatrice insieme a Michele Faini ed Eliana Valenti.
Baby Tron, robusta, sicura e facilmente smontabile.

La poltroncina si compone di soli 5 pezzi in legno, leggera e compatta, è trasportabile con l’apposito trolley di cartone, che il bambino può portare sempre con sè.
Tratto distintivo della designer italo-svizzera è saper conciliare la tradizione alle più evolute tecnologie produttive e materiali, con un occhio sempre rivolto alla sostenibilità.
La designer Giulia Kron Morelli con il prototipo della sedia Baby Tron.
Classe 1988, può annoverare numerosi premi e riconoscimenti, oltre che essere già una professionista affermata: Product Designer presso lo Studio eXpoint, collabora con aziende di gioielli e accessori come Mercantia, Barbieri Creazioni, AB AETERNO e MIOMOJO. www.studioexpoint.com