martedì 1 dicembre 2015

Dal mobile al design, il legno che stupisce...

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il marchio Franco Catalini.
Papillon in legno di olivo - Franco Catalini
Franco Catalini - Papillon in legno d'olivo
In un giorno che potremmo definire "qualsiasi" succede che, al bancone di un bar, Mattia Pasini (1991) giovane diplomato in architettura ed arredo, incontra Franco Casotto (1964) esperto
falegname ed abile ebanista, titolare dell'omonima ditta di restauro.
La Casotto Restauri si occupa principalmente di mobili antichi, ma anche di pezzi moderni su
misura, progettati a PC. Quello che però porta Mattia a collaborare con Franco, è la profonda
passione per il lavoro e la smisurata cultura per il legno e gli stili, di cui lui dispone.
Tempo dopo, in un altro giorno che potremmo anch'esso definire "qualsiasi" succede che Mattia,
appassionato di papillon, ne voglia uno in legno per un matrimonio, ma fra i molti in vendita online
non ne trovi di suo gusto. La soluzione per Franco è più che ovvia: "Perchè non ne facciamo uno
noi?" dice.
Franco Casotto & Mattia Pasini creatori del brand Franco Catalini
Franco Casotto & Mattia Pasini con una delle loro creazioni
Con fare "michelangiolesco", i due selezionano un piccolo blocchetto di legno pregiato ed
osservandolo, nella loro mente il risultato è già chiarissimo. Seguendo le indicazioni del giovane
apprendista, il maestro disegna, sgrossa e scolpisce; si sofferma, saggia con i polpastrelli la
consistenza del legno, le venature, i volumi e poi ricomincia a trasferire tutta la sua conoscenza
nella fedele sgorbia, scalzando l'ennesimo truciolo. Nessuna colorazione o smalto, la finitura è
naturale al 100%, ad esaltarne colore e lucentezza è infatti un trattamento con cera d'api.
Papillon in legno
Alcuni pezzi, unici e numerati della produzione Franco Catalini
Dalla selezione del legno al papillon finito, ci vogliono giorni di lavoro, il risultato è pura passione,
un piccolo capolavoro di artigianato italiano.
Handmade wooden papillon - Franco Catalini
Ognuno dei papillon "Franco Catalini" è realizzato a mano
Talmente ottimo che le richieste sopraggiungono sempre più numerose, tanto da spingere i due
artigiani a coniare il marchio "Franco Catalini", numerare i singoli pezzi unici e realizzare (a mano)
un packaging degno dell'oggetto.
Franco Catalini - Wooden papillon MADE IN ITALY
Franco Catalini - Papillon in legno MADE IN ITALY
Perchè "Franco Catalini"? Questa è un'altra storia che merita di essere raccontata da Mattia e
Franco quando vi consegneranno il vostro primo papillon in legno.
 
Giovanni Tomasini

FONTE: dentroCASA - n.192 Novembre 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

lunedì 2 novembre 2015

Quando l'artigianato incontra l'Hi-Tech

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta FilippoFranchi ed Eugenio Bini, promotori dell'autoproduzione sostenibile ed innovativa.
Filippo Franchi                                            Tavolino FIGARO                                            Eugenio Bini
L'artigianato è universalmente inteso come attività legata alla tradizione ed al territorio, spesso a conduzione familiare; questo vetusto stereotipo ha contributo nel tempo a svilire e circoscrivere l'immagine dell'abile demiurgo qual è l'artigiano. L'Artigiano 2.0 coniuga tradizione e nuove tecnologie, facendo si che locale e globale si incontrino, per raggiungere nuovi concetti e nuove frontiere.
 
Filippo Franchi ed Eugenio Bini, sono due giovani progettisti perugini; rispettivamente 26 e 25 anni, l'uno Designer e l'altro Ingegnere. Entrambi appassionati di arte e di design, hanno consolidato negli anni la ricerca nel campo della progettazione e dei materiali; lo scorso anno, con il tavolino “Figaro” inizia la loro collaborazione nell'ambito del design autoprodotto.
 
Con questo mobile da salotto, Franchi e Bini, conciliano una produzione artigianale con materiali e processi produttivi eco sostenibili. Figaro è infatti realizzato interamente con legno di riciclo, finemente assemblato e successivamente impiallacciato con essenze naturali nobili, per avere un tavolino ecologico e sempre alla moda.
Tavolino Figaro - Design: Filippo Franchi & Eugenio Bini
Nel processo creativo non sono state trascurate le implicazioni sociali a cui dovrebbe rispondere un moderno tavolino da salotto nel 2015, è qui che entra in gioco l'anima Hi-Tech e multifunzionale di Figaro. Il design pulito e minimalista nasconde infatti una cassa armonica dotata di speaker bluetooth e due prese elettriche per poter ricaricare in ogni momento gli inseparabili smartphone e dispositivi digitali.
 
Basterà connettere wireless un qualsiasi dispositivo bluetooth, per sentire diffondersi limpidamente nella stanza, la vostra musica preferita da questo piccolo e pregevole pezzo d'arredo.
 
Ma non è tutto, i due designer hanno voluto estendere il concetto di Figaro, oltre il tavolo, isolandone il cuore tecnologico per renderlo applicabile su richiesta, a vecchi mobili di casa.
 
Giovanni Tomasini

FONTE: dentroCASA - n.191 Ottobre 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

giovedì 1 ottobre 2015

6 domande al designer Sergio Mori

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, intervista Sergio Mori, uno dei progettisti italiani più innovativi degli ultimi anni, sul tema "giovani e design".

Mori è un designer che ha fatto della versatilità il suo punto di forza: interni, rubinetteria, sanitari, lampade, sgabelli, moda e accessori, inarrestabile persino davanti a progetti complessi che solitamente impegnerebbero un intero studio, come il suo "scooter ME".
Giovanissimo si aggiudica il 18° Compasso d'Oro ADI nella Sezione Giovani, collabora con designer del calibro di Fabrizio Bertero e cofirma progetti con Paolo De Lucchi e Ludovica & Roberto Palomba.
Nel 2012 e 2014 è nominato per il GrandesignEtico, ricevendo premi e menzioni speciali; sua la rivoluzionaria "penna senza inchiostro" PRIMA Forever by Napkin.
Da 14 anni insegna Interior design alla LABA di Brescia e da quest’anno è anche docente allo IED di Milano dove coordina il progetto di tesi in collaborazione con MOTO.IT e MOTO GUZZI.
Sergio Mori - Foto di Giorgio Baruffi
Sergio Mori - Foto di Giorgio Baruffi
Sergio, tu ancora studente hai iniziato a viaggiare tantissimo: Inghilterra, Canada e Stati Uniti. Quanto conta oggi intraprendere una ricerca personale all'estero per un giovane designer?
Partendo dal presupposto che viaggiare resta un elemento importante, oggi ci sono molti mezzi alternativi, meno costosi ed altrettanto efficaci identificabili nel web.

Nonostante la tua poliedricità, il tuo tratto è sempre inconfondibile. È quindi così importante ricercare e maturare un proprio stile?
Lo stile è una questione sia estetica che di contenuto. Pochi elementi e infinite combinazioni.

La domanda amletica per ogni giovane è comunque sempre la stessa: da dove iniziare? Un'esperienza estera? Gavetta in uno studio o presso un'azienda? Cercare visibilità attraverso web e social media?
Non esiste una sola soluzione a tutti i mali. Il consiglio è di restare concentrati e fedeli alla propria natura, ai propri sogni e alle proprie ambizioni, il resto viene da se.

Quanto è importante secondo te avere sott'occhio tutto il ciclo produttivo della filiera?
Disegnare per un’azienda significa conoscerla bene e amarla come fosse nostra.

Molti dei tuoi ultimi progetti hanno un forte contenuto di innovazione anche a livello tecnologico. Quanto conta la creatività e quanto la tecnologia in un prodotto di successo?
Creatività e tecnologia vanno a braccetto per dare vita a estetica e funzione.

Un consiglio ai giovani designer ed un consiglio alle aziende italiane?
Siate affamati di informazioni – Solo le nuove conoscenze permettono nuovi orizzonti.

Giovanni Tomasini

FONTE: dentroCASA - n.190 Settembre 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

lunedì 28 settembre 2015

BICE Bicycles: autentiche biciclette artigianali

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, ci parla di Dario Colombo, aka BICE Bicycles
Dario Colombo - Bice Bicycles
Dario Colombo alla fiamma ossidrica - Bice Bicycles - Photo: Emanuele Barbaro

Dario Colombo: ingegnere, urbanista, ricercatore...ha lavorato persino per l'ospedale San Raffaele di Milano; oltre a questo vi possiamo dire che non ha nemmeno trent'anni ed è già fra i telaisti più promettenti del panorama italiano.
Dai progetti di elettronica digitale, agli studi di urbanistica per strade a dimensione di bici, fino allo sviluppo di ciclo officine studentesche; le sue attività convergono sempre più a senso unico verso la sua grande passione, la bicicletta!
Vivere la bicicletta a 360° significa utilizzarla, studiarla, amarla ed infine costruirla; Dario lo sa bene, perché le due ruote sono nel suo DNA.

29er - Bice Bicycles
Mod. COLDE - Type: 29er - Bice Bicycles - Photo: Emanuele Barbaro
Avido di sapere, inizia frequentando corsi e workshop pedinando i grandi maestri, studiando sodo e sperimentando molto senza paura di sporcarsi le mani. “Quando ho cominciato avevo solo un seghetto e delle lime” racconta il giovane Colombo, ma pedalata dopo pedalata, il grande sogno inizia a prender forma. Il suo piccolo laboratorio cresce e si “popola” di macchinari, frese, dime, acciaio, forcellini e carbonio; il tutto per creare biciclette di alta qualità, progettate, saldate e limate da Dario, con i migliori materiali ed una precisione maniacale. Nasce il marchio “BICE Bicycles”.

Non basta ancora!
Per essere un bravo telaista bisogna entrare in intimità con le due ruote, infatti gran parte delle scelte che BICE propone sui propri telai sono date anche dall'esperienza maturata sul campo. Nei “giorni di riposo” non troverete mai Dario disteso sul divano o in un centro commerciale ma piuttosto in una
pozza di fango durante una gara di ciclocross oppure scalando mulattiere su una 29er.

Ciclocross - Bice Bicycles
Mod. Croce geared - Type: Ciclocross - Bice Bicycles - Photo: Emanuele Barbaro

Non basta ancora!
Non dimentichiamoci che Colombo è prima di tutto un ingegnere, sa bene che la ricerca dei migliori materiali e la scelta delle tecniche costruttive, sono determinanti per la buona riuscita del lavoro. Per un piccolo produttore avere l'attenzione e la considerazione dei più rinomati fornitori non è per nulla facile, talvolta bisogna letteralmente corteggiarli, oltre che saper dimostrare con i fatti il proprio valore.

Non basta ancora!
Ogni telaio “Made in Bice” è realizzato in maniera sartoriale, su misura per ogni cliente, per far ciò bisogna avere un'approfondita conoscenza dell'ergonomia legata ai parametri costruttivi, il tutto ovviamente rapportato alla tipologia di bici da costruire. Questo comporta per il giovane telaista, ulteriori studi teorici, su rari tomi dalle teorie talvolta contrastanti, quindi da comprovare empiricamente.

Ciclocross - Bice Bicycles
Mod. Croce single speed - Type: Ciclocross - Bice Bicycles - Photo: Emanuele Barbaro

Non basta ancora!
Ogni persona è diversa e ha necessità diverse, pertanto, molto è il tempo che Dario investe per comprendere al meglio le esigenze dei suoi clienti. Questo comporta (quando la distanza non è troppa) incontri in laboratorio per prove e misurazioni, nonché lo scambio di almeno un centinaio di mail per ogni realizzazione.
Molti costruttori si specializzano su una singola tipologia, Dario no, come se non bastasse ha scelto di seguire la strada più difficile; le sue mani hanno creato qualsivoglia tipologia di bici: dalle 20inch alle mountain 29er, fatbike, cargobike, touring, gravel, ciclocross, pista e via dicendo. Manca solo il tandem.

Dario Colombo durante una gara di ciclocross
Dario Colombo - Bice Bicycles - Photo: DU RUE
Ma chi glielo fa fare?
Dario è caparbio, è il suo carattere e se glielo chiedete lui vi risponderà che soddisfare le necessità del cliente attraverso i frutti della propria passione è una sensazione impagabile che spinge lui, come pochi altri artigiani in Italia, a portare avanti ancora oggi questo difficile lavoro.

Queste sono le principali ragioni per le quali una bicicletta “BICE Bycicles” è speciale sotto ogni punto di vista.

venerdì 7 agosto 2015

Il raffinato upcycling di “Laboratorio”

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, ci parla di Luca Cerqui e del suo studio di autoproduzione.
 
Luca Cerqui - DESIGNER
Luca Maria Cerqui - Designer, titolare di LABORATORIO
Luca Cerqui è una delle giovani promesse uscite dalla LABA, Libera Accademia di Belle Arti di Brescia.
Classe 1987, dopo la laurea un tuffo a piedi pari nel mondo del design, senza mai voltarsi indietro. Inizia con il fare pratica affiancando esperti artigiani e, subito dopo aver assimilato le tecniche e recuperato le attrezzature necessarie, apre il suo “Laboratorio”, uno studio di design dedito all’autoproduzione di arredi e complementi.
Figlio d’arte, cresce fra i progetti dei genitori, entrambi architetti, che gli trasmettono in maniera quasi osmotica una grande passione ed un insaziabile interesse per l’arte, il design ed i materiali. L’esigenza di un approccio più materico alla progettazione spinge Cerqui, stanco di vedere le sue idee attraverso lo schermo di un pc, ad orientarsi verso l’autoproduzione.
La conoscenza e la selezione dei materiali ha grande peso nei lavori di Laboratorio; si tratta quasi esclusivamente di elementi di recupero, grezzi e primitivi, pazientemente ricondizionati e riassemblati a nuova forma dalle mani abili di Luca.
Fra gli ultimi pezzi realizzati dal designer, troviamo una rivisitazione, in chiave moderna, dei tavoli “Hairpin”, tanto in voga nell’America degli anni 50.

Hairpin Tables - LABORATORIO
Tavoli HAIRPIN - Design by Luca Cerqui - LABORATORIO
Laboratorio li ripropone in maniera moderna e raffinata: gambe in ferro, tinte con colori molto delicati come il bianco, l’azzurro o, più semplicemente, lasciate al naturale e piano in robusto legno d’abete, recuperato da vecchie e consunte tavole da ponteggio, che portano con sé i segni tangibili del tempo. Quest’ultime, pulite e levigate con cura, assumono una texture unica ed inimitabile: morbide ed al contempo massicce, sospese in un solido equilibrio sulle gambe sottostanti.
 
Haipin table - Design by Luca Cerqui
Tavolo HAIRPIN - Design by Luca Cerqui - LABORATORIO
Nulla si distrugge, tutto si trasforma: parliamo di “upcycling”, uno dei pilastri del vivere sostenibile, che prevede il riutilizzo di oggetti privi di valore per crearne nuovi, di qualità notevolmente migliore.
 
Giovanni Tomasini
 
FONTE: dentroCASA - n.189 Agosto 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

venerdì 17 luglio 2015

Mezzo Atelier: essenza del design e potenza dell’artigianalità

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, ci presenta una giovane realtà dal respiro internazionale.
Mezzo Atelier
Joana Oliveira e Giacomo Mezzadri - Mezzo Atelier
Giacomo Mezzadri e Joana Oliveira sono due giovani architetti, progettisti cosmopoliti e multidisciplinari, da anni attivi a livello internazionale nei campi dell’architettura, del design e dell’arte. Dopo aver lavorato in Olanda, Brasile e Portogallo, nel 2012 fondano “Mezzo Atelier” e fissano la loro base operativa in Italia, nella campagna piacentina. Giacomo e Joana non sono certo “animali da scrivania”, il loro studio non si occupa solo di progettazione ma è anche un laboratorio pratico. Sporcarsi le mani è un valore aggiunto, preparare le valigie per andare a condurre workshop o dirigere progetti all’estero è la prassi. Ispirati dai concetti cardine del Bauhaus, il loro obiettivo è raggiungere un equilibrato connubio fra design, architettura ed arte, rivendicando un approccio globale alla creazione.
L Profile - Design by Mezzo Atelier
L Profile - Foto di Mezzo Atelier
La collezione di mobili “L Profile”, completamente autoprodotta da Mezzo Atelier, è il risultato di un esercizio di stile, partendo dall’imperativo di utilizzare unicamente semplici profilati metallici ad L per costituire l’intelaiatura base degli arredi. La struttura ottenuta è incredibilmente versatile e può essere integrata da pannelli realizzabili con i più svariati materiali: legno massello, compensato, pietra e perché no, anche piastrelle.
L Profile - Foto di Michele Costa
L Profile - Foto di Michele Costa
Questo permette di offrire molteplici variazioni di stile senza perdere la semplicità costruttiva ed il principio estetico della collezione. La scelta di mantenere i materiali il più possibile grezzi e naturali dona ai mobili quell’inconfondibile carattere artigianale tipico dell’autoproduzione. Mezzo Atelier ha applicato il concetto L Profile a diversi supporti come tavoli, sedie, librerie, cassettiere e panche. Una collezione che è il frutto di una ricerca, estesa a mobili minimali, dove i materiali canonici raggiungono una nuova dimensione estetica e la qualità dei pezzi unici è esplicita nel prodotto finito.
Per informazioni: mezzoatelier.com - info@mezzoatelier.com

Giovanni Tomasini
 
FONTE: dentroCASA - n.188 Luglio 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

lunedì 1 giugno 2015

Forma e sostanza nel metadesign di Studio Resign

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, ci parla di una realtà poliedrica e del suo metodo di progettazione.

Sedia Di Corte - Foto di Andrea Piffari
Sedia Di Corte - Foto di Andrea Piffari


Che cosa otteniamo unendo design, arte e giovani menti creative? Il risultato, tutt’altro che scontato, è «Studio Resign». Avviato da Giovanni Delvecchio ed Andrea Magnani, è una realtà poliedrica che continua a far parlare di sé. Resign si occupa di analisi, ricerca professionale e sviluppo, nei campi del design, dell’arte e della formazione. Il tutto in maniera anticonvenzionale, rivolgendosi alle persone che credono nella magia e nel valore simbolico delle cose. «Di Corte», realizzato con Elisabetta Amatori, è uno dei progetti simbolo della loro filosofia progettuale.

Magnani & Delvecchio - Studio RESIGN
Andrea Magnani e Giovanni Delvecchio - Foto di Clio Squadroni                   Sedie Di Corte - Foto di Andrea Piffari
In queste sedie ritroviamo in maniera molto spontanea un aspetto familiare e sconosciuto allo stesso tempo, frutto di una profonda ricerca espressiva. L’oggetto sedia viene spogliato della «protezione artificiale » della vernice e riportato all’aspetto grezzo originario, con l’aggiunta di un elemento fortemente naturale come la corteccia. È quindi il legno a proteggere se stesso. Ogni pezzo è unico, il bosco fornisce tutto il materiale necessario e la corteccia è applicata a mano ricalcando le forme di una natura in divenire. Come in una metamorfosi mitologica, si ha il ritorno dell’oggetto alle sue radici: l’effetto estetico e percettivo è dirompente, regalando a queste sedie un fascino ineguagliabile. Non solo poesia e semiotica, ovviamente. Dietro questo progetto c’è anche una coscienziosa volontà di rivedere i canoni progettuali a favore dell’ecosostenibilità e dell’impatto ambientale. Giovanni ed Andrea sono due giovani «iperattivi» che sembrano aver trovato la formula alchemica per il successo: laureati nel 2008 all’ISIA di Faenza hanno da subito concretizzato le loro capacità in numerosi progetti ed iniziative. Un talento ed una costanza che li ha portati lontani: Biennale di Venezia, Salone satellite, fuori Salone e molte altre mostre ed esposizioni sia nazionali che internazionali, sempre di alto rilievo.

Giovanni Tomasini
 
FONTE: dentroCASA - n.187 Giugno 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

lunedì 4 maggio 2015

Helsinki, nella culla del design europeo

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, ci svela i segreti di una città che tanto ha dato e continua a dare al mondo del design.

HELSINKI - Senaatintori

Helsinki è una vibrante città affacciata sul mar Baltico, capitale della Finlandia, Paese che ha dato i natali alle più grandi figure nel campo del design e dell’architettura del XX secolo.
Ad eccezione del maestro danese Verner Panton, infatti, tutti i capostipiti del design scandinavo sono finlandesi. Basti pensare ad Alvar Aalto, Eero Saarinen ed Eero Aarnio che, oltre a memorabili architetture, ci hanno regalato pezzi d’arredo senza tempo, come il tavolo e la sedia “Tulip”, lo sgabello “Stool 60” il vaso “Savoy” ed ancora la “Ball Chair” e la “Bubble Chair”.
 
Dopo aver visto nascere il “design moderno” Helsinki non è rimasta a guardare, investendo sui giovani ed imponendosi come uno dei centri più importanti del design mondiale; un valore talmente radicato in questa città, tanto da essere eletta nel 2012 “World Design Capital”.
La città ha saputo trasformare concretamente il concetto di design in un vorticoso volano economico ed occupazionale: più di 10.000 i designer che vi vivono e lavorano, occupando ben il 15% dell’intera economia.
 
 Prima di imboccare le vie del Design District vi consiglio di preparare la mente e sgombrarla dallo stereotipo che sia una specie di “Zona Tortona” milanese. Il concetto di design finlandese è molto più ampio. Non è un design solo da vedere, ma più che altro da vivere.
Non è fatto cioè solo di mobili ed oggetti, ma abbraccia anche la moda, i tessili, il cibo, la grafica, l’illustrazione, l’arte, la fotografia ed addirittura i videogames. Il centro del Design District è situato in un bel quartiere, con negozi all’apparenza “normali”, spesso gestiti da ragazzi, ma al cui interno scoprirete ogni volta una sorpresa: pregevoli “cose” autoprodotte o meno, ma frutto di ingegno, perizia e scrupolosa selezione.
 
Fra una vetrina e l’altra sosterete in un cafè qualunque, seduti su uno sgabello in legno di Alvar Aalto, con un bicchiere Iittala per le mani, una coloratissima tovaglia Marimekko sotto i gomiti ed un bizzarro bombolone a forma di portamonete nel piatto, ancora sorpresi nell’aver appena visto il videogioco “Angry Birds” esposto al Designmuseo...
 
Giovanni Tomasini
 
FONTE: dentroCASA - n.186 Maggio 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore