giovedì 1 ottobre 2015

6 domande al designer Sergio Mori

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, intervista Sergio Mori, uno dei progettisti italiani più innovativi degli ultimi anni, sul tema "giovani e design".

Mori è un designer che ha fatto della versatilità il suo punto di forza: interni, rubinetteria, sanitari, lampade, sgabelli, moda e accessori, inarrestabile persino davanti a progetti complessi che solitamente impegnerebbero un intero studio, come il suo "scooter ME".
Giovanissimo si aggiudica il 18° Compasso d'Oro ADI nella Sezione Giovani, collabora con designer del calibro di Fabrizio Bertero e cofirma progetti con Paolo De Lucchi e Ludovica & Roberto Palomba.
Nel 2012 e 2014 è nominato per il GrandesignEtico, ricevendo premi e menzioni speciali; sua la rivoluzionaria "penna senza inchiostro" PRIMA Forever by Napkin.
Da 14 anni insegna Interior design alla LABA di Brescia e da quest’anno è anche docente allo IED di Milano dove coordina il progetto di tesi in collaborazione con MOTO.IT e MOTO GUZZI.
Sergio Mori - Foto di Giorgio Baruffi
Sergio Mori - Foto di Giorgio Baruffi
Sergio, tu ancora studente hai iniziato a viaggiare tantissimo: Inghilterra, Canada e Stati Uniti. Quanto conta oggi intraprendere una ricerca personale all'estero per un giovane designer?
Partendo dal presupposto che viaggiare resta un elemento importante, oggi ci sono molti mezzi alternativi, meno costosi ed altrettanto efficaci identificabili nel web.

Nonostante la tua poliedricità, il tuo tratto è sempre inconfondibile. È quindi così importante ricercare e maturare un proprio stile?
Lo stile è una questione sia estetica che di contenuto. Pochi elementi e infinite combinazioni.

La domanda amletica per ogni giovane è comunque sempre la stessa: da dove iniziare? Un'esperienza estera? Gavetta in uno studio o presso un'azienda? Cercare visibilità attraverso web e social media?
Non esiste una sola soluzione a tutti i mali. Il consiglio è di restare concentrati e fedeli alla propria natura, ai propri sogni e alle proprie ambizioni, il resto viene da se.

Quanto è importante secondo te avere sott'occhio tutto il ciclo produttivo della filiera?
Disegnare per un’azienda significa conoscerla bene e amarla come fosse nostra.

Molti dei tuoi ultimi progetti hanno un forte contenuto di innovazione anche a livello tecnologico. Quanto conta la creatività e quanto la tecnologia in un prodotto di successo?
Creatività e tecnologia vanno a braccetto per dare vita a estetica e funzione.

Un consiglio ai giovani designer ed un consiglio alle aziende italiane?
Siate affamati di informazioni – Solo le nuove conoscenze permettono nuovi orizzonti.

Giovanni Tomasini

FONTE: dentroCASA - n.190 Settembre 2015 - PRINCIPEMEDIA Editore

Nessun commento:

Posta un commento