martedì 28 giugno 2016

The Floating Piers

Sembra essere l’evento dell’anno per la provincia di Brescia e molto probabilmente uno degli eventi che segnerà la storia del Lago d’Iseo, stiamo parlando ovviamente dell’imponente “Floating Piers” il ponte galleggiante ad opera dell’artista americano di adozione, Christo.


Chi è Christo?

Nato nel 1935 in Belgio, Christo Vladimirov Javacheff, conosce la moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon, di origine marocchina, a Parigi nel 1958. Si sposano, si trasferiscono a New York e nel giro di pochi anni la loro sconfinata creatività e perfetta sintonia artistica, genera una vorticosa alchimia che li catapulta nell’olimpo dell’arte, divenendo così i principali esponenti al mondo della corrente artistica denominata “Land Art”. In questa particolare forma d’arte, la “tela” dell’artista è il mondo stesso che lo circonda, che sia naturale o artificiale, contenuto o esteso per chilometri. Dagli anni 70 quindi, Christo firma con la moglie le installazioni artistiche più belle e appariscenti mai realizzare, in giro per il mondo, con un progetto che prende il loro stesso nome: "Christo e Jeanne-Claude". A contraddistinguere i loro lavori è anche la voluta effimerità delle opere; a lungo studiate, a lungo preparate ed esposte al pubblico solo per una manciata di giorni. Insieme hanno letteralmente “imballato” monumenti, edifici, intere isole e scogliere…il significato di tutto cio? Gli artisti si sono quasi sempre rifiutati di dare una spiegazione o vincolare un significato specifico alle loro opere, (così come per il ponte) lasciando piuttosto che fluissero libere negli spettatori, suscitandone emozioni pure.
Christo e Jeanne-Claude

The Floating Piers

Nonostante artista dalla fama smisurata, il progetto del ponte galleggiante di Christo è rimasto nel cassetto per anni (Christo stesso racconta di aver avuto l’idea nel lontano 1970) e la compagna dell’artista, scomparsa nel 2009 non ha potuto purtroppo goderne; il suo ricordo è tuttavia sempre vivo e la troviamo ovunque citata come co-autrice dell’opera. Paesi come il Giappone, la Germania e l’Argentina hanno infatti respinto il progetto. Come mai? Probabili problemi tecnici ma soprattutto problemi burocratici per ottenere le dovute autorizzazioni!
Perché Iseo? Voci dicono che l’artista abbia avuto modo di notare questo piccolo spaccato di natura italiana, grazie al legame con la famiglia Beretta, a capo dell’omonima fabbrica d’armi bresciana nonché proprietaria dell’isoletta di San Paolo, inclusa anch’essa nell’installazione.
Panoramica del Floating Piers
Scetticismo, critiche, proteste, difficoltà organizzative e problemi di manutenzione, non hanno smorzato gli animi, anzi, sono passate in secondo piano di fronte al numero di visitatori incredibilmente crescente giorno dopo giorno. Più di 100 mila in due giorni, più di 80 mila in un giorno, fino ad arrivare a 120 mila in un solo giorno, superando addirittura l’EXPO di Milano con le sue 115 mila presenze giornaliere. Si prevede che con quest’ultima settimana si possano superare il milione di visitatori complessivi.
Una sgargiante passerella arancione, lunga circa 3 chilometri che solca il lago, collegando Montisola a Sulzano; composta da 200.000 blocchi di polietilene ad alta densità appositamente progettati, 70.000 metri quadrati di tessuto tecnico cangiante: l’impatto scenico è dirompente.
Disegno preparatorio del Floating Piers - Christo 2014 - Photo: Andrè Grossman

Il Floating Piers ed il design

Nonostante Brescia sia storicamente nota per l’intraprendenza dei propri imprenditori, sembra che in pochi abbiano saputo sfruttare a pieno questo evento di portata internazionale, sottovalutandone le potenzialità. Prodotti di design e gadget realizzati per l’evento infatti si contano…sulle dita di una mano!
Degni di nota sono sicuramente i braccialetti del brand L4K3, realizzati con la stessa corda scelta da Christo per il ponte, intrecciata nella vicina Sale Marasino dal cordificio Cavalieri; un vero pezzo di storia da portare al polso. Hanno spopolato nonostante il gusto discutibile, anche i calzini arancioni anti scivolo, distribuiti dall’Ortopedia Foresti di Iseo.
La t-shirt "Tattoo" by Step - Sullo sfondo il Floating Piers in fase di allestimento

Un esempio giovane e fresco di merchandising molto ponderato, ci viene dal nuovo brand STEP ad opera dei designer Matteo Salghetti e Filippo Franchi, con due prodotti semplici ed efficaci: Oblò e Tattoo.
Braccialetto "Oblò" by Step

“Oblò” consiste in una coppia di bracciali in silicone anallergico, perfetti per l’estate, che richiamano i colori dell’installazione: l’ARANCIONE della passerella contrapposto alle acque BLU del lago; comodi e leggeri, sono adatti ad ogni situazione.
T-shirt "Tattoo" by Step

“Tattoo”, come spiegano i due giovani creativi, è una t-shirt creata per avere una “rappresentazione pittorica corporale” dello specchio d’acqua che disegna il lago d’iseo; una forma inconfondibile, resa indelebile sul tessuto, proprio come un tatuaggio, da sfoggiare soprattutto in questi giorni, nei quali il lago è sotto i riflettori del mondo. La grafica finemente realizzata, racconta il lago e il territorio circostante, all’interno della sagoma troviamo in fatti la mappa delle località costiere.
T-shirt "Tattoo" by Step

Bracciali e magliette sono reperibili nel negozio "my deseo" all’interno della Stazione Ferroviaria di Brescia, dove partono i treni diretti all’attrazione lacustre, nonché in diversi temporary shop a Sulzano.

Ovviamente il marchio Step non finirà con il termine dell’installazione di Christo; Matteo e Filippo stanno già lavorando ai progetti futuri, che coinvolgeranno l’ingegnoso artista tedesco Wolfgang Riegelsberger, pittore da sempre fonte di ispirazione, che utilizza il caffè nelle sue opere.
http://www.stepmauhana.com

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