giovedì 1 dicembre 2016

Desert light, arredare con la stampa 3D

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta Serena Fanara.

Serena Fanara è una giovane designer ed architetto milanese, paladina della “Maker Economy”, un concetto secondo il quale, tutto ciò che un creativo pensa, può essere autoprodotto e commercializzato.
Serana Fanara ed una lampada della serie "Desert Light"

Se ne parla ormai da tempo, ma il termine “Maker” non è ancora ben chiaro a tutti, l'unico dizionario italiano che lo riporta, dice solo: «fabbricante, artefice». Ma di cosa esattamente? Chi sono e cosa fanno?
Sostanzialmente si tratta di persone che hanno delle idee e si prodigano per progettarle e realizzarle concretamente. La loro caratteristica peculiare è la padronanza delle nuove tecnologie di progettazione digitale, di prototipazione rapida, nonchè di comunicazione e condivisione web.
Lampada "Desert Ligth" in PLA stampato in 3D

I designer del XXI secolo, a differenza dei loro predecessori non sono solamente “intellettuali della forma” che affidano alla carta le loro idee, lasciando il “lavoro sporco” ad ingegneri, modellisti e stampisti. I designer di oggi sono spesso maker: pensano, progettano, fanno tanta ricerca di mercato, di fattibilità e funzionalità, modellano in 3D e creano, in prima persona, prototipi che sono già oggetti finiti.
Lampada multicolore stampata in 3D by Serena Fanara

Le lampade Desert Light di Serena, ne sono un fulgido esempio, solidi bozzoli colorati, cangianti come seta e leggeri come una piuma. La capsule collection, dalle forme molto organiche e costruite, comprende diversi modelli, ma ogni lampada è comunque un pezzo unico, firmato e numerato.
Una volta accese, l’effetto setificato lascia il posto ad una morbida luce d’atmosfera; ritmata dai volumi e dal succedersi delle fasce cromatiche, nelle versioni multicolore.
Le lampade SeFa al buio si accendono di vivaci colori

Nuovi materiali e nuove tecnologie, per questi oggetti che fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile realizzare; prodotti tramite stampa 3D a filamento, con l’utilizzo di una bioplastica di origine vegetale, il PLA. Oltre che belle, le creazioni marchiate SeFa, risultano innovative sotto ogni punto di vista, compresa la sostenibilità; basti pensare che sono addirittura compostabili e biodegradabili.

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