lunedì 9 gennaio 2017

GUARD, la lampada che tutti vorrebbero trovare sotto l’albero.

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta la designer Victoria Bocconi Azadinho ed il suo ultimo progetto.

Camminando per le strade di Londra si è investiti da milioni di luci e di suoni. Si incontrano persone provenienti da ogni angolo del pianeta, tradizione e modernità si fondono creando un'atmosfera del tutto unica ed inimitabile. Fra le molte icone di questa città, le leggendarie Guardie della Regina di Buckingham Palace: colbacco di pelo, mentoniera e giacca rossa. A loro si ispira la lampada da tavolo “Guard”.
La lampada GUARD della designer Victoria Bocconi Azadinho

Piccola e versatile, Guard vi terrà compagnia in ogni situazione, sul comodino di un bambino, sulla scrivania di un’adulto; saprà vivacizzare anche il vostro salotto con un tocco di stile. Nella versione con batteria ricaricabile, si trasforma in una simpatica lanterna; la mentoniera dorata diviene così un manico per poterla portare sempre con sè.
Il packaging riproduce fedelmente le guardiole londinesi, rendendola una splendida (in tutti i sensi) idea regalo.
La lampada Guard, nelle due versioni e nella configurazione "lanterna"

Dietro a questo progetto una giovanissima designer italo-brasiliana, Victoria Azadinho Bocconi. Nata a San Paolo, si trasferisce in Italia dove si laurea in Disegno industriale, parte poi alla volta della Spagna; a Valencia, ottiene un ulteriore Master. Tornata in Italia, si “forgia” sul campo, collaborando con diversi studi e designers affermati. Il suo talento è riconosciuto a livello internazionale, si distingue vincendo numerosi contest ed espone in importanti manifestazioni, anche all’estero.
La designer Victoria Bocconi Azadinho
I lavori di Victoria prendono sempre ispirazione dai suoi viaggi e dalle culture che incontra, ma…perché Guard? Ce lo spiega direttamente lei: “Dopo essere stata a Londra per la prima volta lo scorso autunno, ho avuto la sensazione di essere in un luogo dove le cose accadono davvero, dove la crisi non arriverà mai e la meritocrazia esiste. Alla fine sono rimasta in Italia, secondo me ancora uno dei migliori posti dove fare design. Ho voluto però portare come me tutte le sensazioni positive di quella città e renderle omaggio come meglio potevo.”
E secondo me ci è riuscita in pieno!

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