venerdì 1 dicembre 2017

L'eco-design si fa elegante con Gemini

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta il progetto Gemini di Mattia Talarico.

Il designer Mattia Talarico ed il suo progetto Gemini
Inutile ribadire che il termine Eco-design, è oltremodo inflazionato ed ha preso pieghe molto variopinte nel panorama attuale, nome utilizzato per stretta correlazione al “naturale” in senso fisico…quando in realtà è molto di più! Una lavorazione molto pulita, la riduzione al minimo degli elementi, l'utilizzo di componenti modulari, il privilegiare materiali di recupero; ed il rendere poi tutto facilmente assemblabile, trasportabile, fruibile ed a ciclo concluso facilmente smaltibile: tutto questo è racchiuso in Gemini, un perfetto progetto di design sostenibile.
Gemini è un ricercato arredo ricavato dalle doghe in legno delle barrique, botti in cui invecchiano i vini e gli spiriti più pregiati; nato per recuperare queste assi di rovere francese, che dopo un certo numero d'anni andrebbero smaltite. Uno scarto quindi? Per Mattia Talarico, uno spreco.
Dal legno di recupero nascono pezzi unici. Una fase della lavorazione della libreria Gemini
Mattia, giovane creativo bolognese di San Giovanni in Persiceto, è ancora uno studente, laureando in Product Design presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ma può già fregiarsi del titolo di Designer, con un bagaglio esperienziale di tutto rispetto. Lo abbiamo conosciuto alla fiera dentroCASA EXPO 2017, vincitore del contest des-AUT e selezionato per esporre nell'area riservata ai designer emergenti under 35.
A sinistra la libreria Gemini finita ed a destra la "materia prima" ovvero una vecchia botte
Talarico messo di fronte ad una barrique smembrata, nota quindi la singolarità di ogni doga, vede e tocca con mano quanto ognuna sia simile e differente dall’altra, proprio come dei gemelli, da qui appunto il nome Gemini.
Anche la forma stessa, ne ricalca il simbolo zodiacale, caricandosi di un forte significato iconografico; l'estetica non si è piegata tuttavia ad alcun compromesso, il mobile in rovere ben si adatta a differenti spazi e ambienti, pensato per essere principalmente un portabottiglie, nulla vieta la sua libera interpretazione e fruizione, come libreria o scaffalatura. “L’unione e l’adattabilità di unità simili nella forma ma diverse nell’essenza”, un concetto tanto caro a Mattia Talarico e che è valso a questo mobile di design, il primo premio al concorso internazionale “legno d'ingegno” di quest'anno.

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