lunedì 3 settembre 2018

6 domande al designer Marcello Ziliani

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, intervista il designer Marcello Ziliani sul tema "Giovani e Design".

Allievo del grande Achille Castiglioni, Marcello Ziliani, si laureava 30 anni fa al Politecnico di Milano. In questi sei lustri, Ziliani lavora molto, anzi moltissimo, lasciando dietro di se una scia smisurata di pregevoli prodotti e preziose collaborazioni: Calligaris, Pedrali, Flos, Rapsel e Magis, solo per citarne alcune.
Dal 2011 insegna design di prodotto all’università di San Marino, nella sua carriera si occupa anche di scenografie teatrali ed allestimenti; art direction e design coordination; grafica e comunicazione.
Dall'alto dei molti premi ricevuti, non è esagerato definirlo uno dei designer italiani contemporanei più autorevoli e influenti.
Marcello Ziliani - Ph. Diego Alto


Marcello, tu all'inizio della tua carriera hai trascorso diversi anni all'estero per poi tornare in Italia. Quanto conta oggi intraprendere una ricerca personale all'estero per un giovane designer?

È indispensabile! Prima di tutto perché nel settore tradizionalmente praticato in Italia dai designer, l’arredamento, lo spazio è praticamente nullo. Ma anche a livello formativo, un'ipotesi di magistrale o master all'estero ritengo sia sicuramente importante. Ormai secondo me è il concetto stesso di estero che è sbagliato, vanno abbattuti i confini, soprattutto quelli mentali, per approcciarsi al mondo intero.

Hai avuto un maestro importante come Achille Castiglioni, ritieni sia stato un tassello fondamentale per la tua formazione?

Si, sicuramente, questo l'ho sempre detto. Innanzitutto mi ha mostrato come ci si può divertire, progettando cose e come rimanere “leggeri” anche affrontando argomenti seri. 
In secondo luogo, poneva al centro l’osservazione dei comportamenti, la "user experience", facendomi inoltre capire che "un progetto ha un senso, quando ha al suo interno un elemento fondante che ne sia la componente principale".

La domanda amletica per ogni giovane designer: da dove iniziare? Un'esperienza estera? Gavetta in uno studio o presso un'azienda? Cercare visibilità attraverso web e social media? 

Tutti e tre. Ritengo che questi elementi non siano bypassabili, oggi non ci si può concentrare solo su una di queste strade. I social, perché importante strumento di diffusione della propria professionalità; un'esperienza estera, se non durante gli studi, immediatamente dopo, permette invece di approcciarsi a strutture, come studi e aziende di una certa dimensione; che pagano bene e garantiscono possibilità di crescita professionale anche ai giovani neolaureati. Cosa che in Italia è molto più difficile da trovare, sebbene non impossibile.

Quanto è importante secondo te avere sott'occhio tutto il ciclo produttivo della filiera? 

Io ho sempre sostenuto fosse fondamentale: se non sai come si fa una cosa non puoi progettarla! L'alternativa è lasciare nelle mani dei tecnici ed ingegneri la parte di engineering, soluzione molto comoda, ma che “rende schiavi”, con il rischio di perdere il controllo sul progetto, anziché essere un elemento attivo nella progettazione.

Ami definirti un “sediaiolo” e la mole di progetti che hai alle spalle ti dà ragione. Molti ritengono la sedia come uno degli oggetti più difficili da disegnare; condividi questa affermazione?

No, non la condivido, probabilmente perché le disegno abitualmente e quando fai una cosa da tanto tempo, la fai senza accorgerti delle difficoltà; questione di allenamento.
Ho sempre considerato, fin da gli inizi della mia carriera, come afferma Castiglioni, che “Un progetto è un progetto”, pertanto se l'approccio è corretto ogni tipo di oggetto è ugualmente difficile e ugualmente affascinante da affrontare. Tuttavia riconosco che più una tipologia di progetto è praticata, come nel caso della sedia, meno è facile trovare, all'interno di questo tema, sbocchi originali ed interessanti.
Il designer Marcello Ziliani - Ph. Diego Alto


Un consiglio ai giovani designer ed un consiglio alle aziende italiane?

Ai giovani dico innanzitutto di scegliere bene la scuola da frequentare e poi di fare una scelta precisa e su quella insistere; cercare un ambito nel quale credere e su quello concentrarsi, assecondando sempre la propria indole.
Credo invece che le aziende italiane che si occupano di design non abbiano bisogno di consigli, essendo a mio parere un comparto estremamente sano e dinamico. Quelle che non si occupano di design, o che vi si stanno approcciando, prima di cercare un progetto da produrre, dovrebbero pianificare e predisporre una corretta strategia e gli adeguati strumenti commerciali.

Nessun commento:

Posta un commento