sabato 1 dicembre 2018

Equilibrium Stool, semplicità apparente

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta la seduta del designer Guglielmo Poletti.

Bruno Munari si poneva spesso una domanda: “C’è davvero bisogno di un’altra sedia?”, a quanto pare si! Equilibrium Stool rappresenta una soluzione estremamente moderna, quanto divergente nel modo di progettare e concepire una seduta.
Guglielmo Poletti

Autore di questo “pezzo sperimentale” è il trentunenne Guglielmo Poletti, formatosi a Milano e specializzato alla Design Academy di Eindhoven; città olandese nella quale il designer si è stabilito in pianta stabile. Guglielmo si è recentemente distinto nel mondo del Design, ricevendo prestigiosi riconoscimenti e partecipando ad esposizioni come la Dutch Design Week, la Milano Design Week, la fiera PAD London con la Galleria Rossana Orlandi e l'Operæ PHM | Piemonte Handmade con la SEEDS London Gallery.
Equilibrium Stool - Design by Guglielmo Poletti

L’operato di Poletti si radica sull’indagine pratica, riferita ai materiali e ai loro limiti, in relazione alle nozioni di equilibrio e fragilità: conoscere la materia per plasmarla in modo funzionale. Guglielmo decostruisce strutture complesse, per poi riassemblarle con estrema semplicità, valicando gli stereotipi formali, attraverso la manipolazione dei dettagli meno convenzionali.
Così nasce lo sgabello Equilibrium, una struttura ad arco, monolitica, in contrapposizione alla curva superiore sottile, nulla di più. In realtà… molto di più! Il corpo principale è un cilindro in gomma uretanica, piegato e tenuto in tensione da una semplice corda; le sue estremità hanno superficie concava, per far presa sul pavimento e garantirne la stabilità; le medesime corde assicurano alla base la seduta, una spessa lastra calandrata, in rame.
Un dettaglio dello sgabello Equilibrium Stool

Equilibrium Stool ha nell’anima l’eleganza sobria di un arcaico sgabello giapponese e nel corpo, l’innovazione data da moderni materiali, applicati in modo inedito; un oggetto che non è passato inosservato, recentemente acquisito dal Design Museum di Gent per la sua collezione permanente.

Photo Credit Giulia Piermartiri

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