mercoledì 1 maggio 2019

Brecce di luce

Giovanni Tomasini, designer e direttore creativo di Studio7B, presenta i progetti del designer Marco Stefanelli.

Nella mia vita da designer, diverse volte mi è capitato che un oggetto in legno mi stupisse, solitamente per la particolare lavorazione o un utilizzo inedito del materiale, per citarne un paio: Marteen Baas con le sue sedie in legno carbonizzato e Jeroen Verhoeven che “ha reso il legno fluido” nel il suo Cinderella Table. Marco Stefanelli ha saputo suggestionarmi senza effetti speciali, bensì con l’estrema semplicità e naturalezza dei suoi pezzi.
Il designer Marco Stefanelli e le sue Brecce

Marco è un noto e apprezzato designer torinese, che si occupa anche di grafica, suona e…tira di boxe. Brecce è uno dei suoi progetti più longevi, oggetti che da anni produce e perfeziona, pezzo unico dopo pezzo unico.
La collezione delle lampade Brecce nasce con l’esplicita volontà di creare prodotti in maniera sostenibile e responsabile. Il materiale di base proviene da sfridi, scarti di segheria, niente più che legna da ardere, ma di un’essenza particolare e diffusa anche in Italia, il Cedro dell’Himalaya ricavato da piante morte per cause naturali. Un materiale che si porta con sé una scia di misticismo, utilizzato molto in passato per le costruzioni di stampo religioso, durevole e resistente ai marciumi e ai tarli.
Dettaglio di una lampada dalla collezione Brecce

Marco seleziona attentamente questi legni, li salva dalla distruzione e dona loro nuova vita, trasformando proprio le difformità e i difetti, nei loro punti forza; da qui nascono le magiche meraviglie luminose che hanno reso celebre il designer.
Brecce - Design by Marco Stefanelli

Da ogni ceppo viene asportato un pezzo, di questo ne viene fatto un calco, per poterne riprodurre solchi e venature con della resina opalina e rimpiazzare il vuoto lasciato. Queste sezioni traspaiono come cicatrici e una volta accesa la lampada, una morbida luce si sprigiona dalla ferita del legno. Un classico interruttore avrebbe senz’altro smorzato il romanticismo dell’oggetto; per accendere le Brecce e modularne la luce non si devono quindi premere tasti, ma semplicemente carezzare la graffa metallica inchiodata nel ciocco, collegata ad un sofisticato sistema “Touch Dimmer Sense”.
Dettaglio dell'interruttore a sfioro, a forma di graffa metallica.

Le sorprese non sono finite qui, una volta accese, le lampade sprigionano anche un intenso profumo di cedro e altri piacevoli aromi, in quanto trattate con cere ed oli naturali.
Oggetti solidi e romantici, che uniscono natura e tecnologia, catturano gli sguardi ed ammaliano i sensi; non sono ninnoli da vetrina, ma complementi da vivere, da toccare e odorare, le versioni più grandi fungono addirittura da sedute o piccoli tavolini.

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